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Dati On-Chain Mostrano che Oltre la Metà dell’Offerta di Ethereum è Detenuta da Soli 10 Indirizzi

BitcoinistSep 4, 2025 1:47 PM
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In un nuovo post su X, la società di analisi on-chain Santiment ha evidenziato come i diversi asset dell’ecosistema Ethereum si confrontano tra loro in termini di concentrazione dell’offerta nei 10 wallet principali.

Dal grafico condiviso da Santiment, visibile nell’ultimo post, emerge la tendenza di questo indicatore per otto criptovalute negli ultimi mesi.

Secondo i dati, il 51% dell’offerta di Ethereum è detenuta dai 10 wallet più grandi della rete. Questo valore è superiore alla maggior parte degli altri token basati su ETH presenti nella lista.

Le due criptovalute che superano Ethereum in questa metrica sono Shiba Inu (SHIB) e Uniswap (UNI). UNI è solo leggermente sopra ETH con il 52,2%, mentre SHIB è molto più concentrato, con il 62,3% della sua offerta nelle mani dei 10 portafogli principali.

In generale, quando l’offerta di una criptovaluta è concentrata in poche mani, questo non è considerato un segnale positivo, perché bastano pochi attori per muovere il mercato.

Rischi della centralizzazione dell’offerta

Oltre agli effetti sul mercato, la centralizzazione dell’offerta può indebolire anche la sicurezza della rete. Ethereum utilizza un meccanismo di consenso chiamato Proof-of-Stake (PoS). In questo sistema, i validatori (“stakers”) devono bloccare una quota di ETH per avere la possibilità di aggiungere il prossimo blocco alla blockchain.

Quanto maggiore è la quota di un validatore, tanto maggiori sono le probabilità di essere scelto. Se un singolo validatore supera il 51% dell’offerta, in teoria potrebbe avere il controllo totale sulla blockchain.

Questo tipo di rischio non esiste su Bitcoin, che utilizza il Proof-of-Work (PoW). Qui i miner competono tra loro con la potenza di calcolo. Anche in PoW, però, se un attore riuscisse a controllare oltre il 51% delle risorse computazionali, potrebbe influenzare la rete a suo piacimento.

Considerando che Ethereum ha solo 10 detentori che controllano il 51% dell’offerta, un attacco coordinato è teoricamente possibile, sebbene le probabilità siano piuttosto basse.

Tuttavia, il fatto che token come ETH, SHIB e UNI siano così concentrati in poche mani è un aspetto da monitorare. Al contrario, alcuni token dell’ecosistema mostrano una distribuzione più equilibrata: USDC (28,6%), DAI (31%) e Chainlink (31,5%), valori più “sani” rispetto a questa metrica.

 

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